Mali… terra di colori!

Danza delle maschere Dogon

Danza delle maschere Dogon

Leonardo si è trasferito in Mali 5 anni fa, dopo aver girato il mondo per alcuni mesi. Inizialmente ha praticato del volontariato, poi, riflettendo sul suo futuro, si è reso cono delle potenzialità turistiche del Mali e di tutta l’Africa occidentale. Cultura, tradizioni, varietà paesaggistica, un mosaico di popoli accoglienti sono gli ingredienti che lo hanno spinto ad aprire un’agenzia viaggi / tour Operator sul posto. Qui le attrazioni non mancano, ma dal punto di vista della ricezione e della valorizzazione delle destinazioni c’è ancora molto da fare. Kanaga Adventur Tours è nata così, e prende il nome da una delle famose maschere Dogon, dal significato di unione del cielo e della terra.

Leonardo: Aggiornamento sulla situazione e la sicurezza in Mali

Le persone più fortunate sono quelle che fanno della loro passione un lavoro. Leonardo ci è riuscito! Ama il dinamismo, l’imprevidibilità e il contatto con culture interessanti che il suo lavoro gli offre. Sente di aver vissuto più esperienze in 5 anni in Mali che nei 27 trascorsi prima in Italia. Lavorare con una clientela prevalentemente italiana gli consente di mantenere un legame con il suo paese, un aspetto che lo conforta perché rende il distacco meno duro.

Mercato

Mercato

La passione per il suo lavoro gli consente di superare le difficoltà sul posto come il clima che può essere torrido in alcuni mesi dell’anno e le cicatrici di questa terra. Inoltre, apprezza il fatto di non sentirsi un numero su una pratica, bensì un essere umano in mezzo ad altri esseri umani, ognuno con la propria storia, le proprie difficoltà, gioie, diversità. In Mali Leonardo sente di aver ritrovato valori che in Italia faticano a sopravvivere, come la solidarietà, l’unione e il senso comunitario. E poi la positività del popolo maliano, l’allegria e la spensieratezza che emergono anche nelle situazioni più disperate, forse è un loro modo per esorcizzare i momenti critici ma la loro energia positiva è decisamente contagiosa e tangibile.

La vita scorre tranquilla e serena in Mali. Leonardo, durante la settimana, si sveglia presto e raggiunge il suo ufficio in motorino, dove trascorre molte ore. Una giornata che per molti aspetti è simile a quella in qualunque parte del mondo, con le piccole difficoltà da superare, le piccole soddisfazioni, gli imprevisti, le pause pranzo, la routine e le sorprese inattese. Per concedersi un po’ di relax talvolta si reca in qualche maquis dove servono birra ghiacciata, perché anche se non è mai stato un appassionato di

Granai dogon

Granai dogon

bevande alcoliche ha scoperto la gioia di una birra gelida quando si va oltre i 40 gradi °C. In particolare il suo preferito è un piccolo cortile attrezzato con sedie e tavolini piuttosto spartani, gestito da una famiglia di etnia Bobo, ancora fortemente animisti, che pertanto non hanno impedimenti religiosi a servire dell’ottima carne di maiale cotta al forno a legna e bevande alcoliche. Sono piccole gioie quotidiane! In Mali gli spazi come questo, sono molto importanti per la vita sociale e intellettuale del paese, vengono chiamati « grain » e nascono dai raduni spontanei tra le genti di quartiere, per bere un thé, una birra e parlare di politica, di vita, di cultura. E’ in maquis come questi che si sono preparate le più grandi rivoluzioni del paese ed è un mezzo fondamentale per partecipare alla vita di quartiere.

Le soddisfazioni a Leonardo possono arrivare per lettera, come avveniva anni fa. Come quando un’italiana che ha compiuto un viaggio in occasione del Festima (il festival biennale delle maschere africane) gli ha inviato una lettera per ringraziarlo per l’esperienza vissuta, apprezzando soprattutto l’atteggiamento responsabile e rispettoso nei confronti di una realtà e di costumi tanto diversi da quelli italiani. Non sono safari umani, ma viene evidenziato l’importanza del dialogo e la comprensione per l’altro.

Tramonto sul fiume Niger a Mopti

Tramonto sul fiume Niger a Mopti

Leonardo: Aggiornamento sulla situazione e la sicurezza in Mali

Donna di etnia Peulh

Donna di etnia Peulh

Il Mali ha attraversato momenti molto critici qualche anno fa, con un colpo di stato del tutto inaspettato, seppur con quasi totale assenza di violenze e inutili spargimenti di sangue, e una pericolosissima instabilità nelle regioni desertiche del nord, che hanno gettato il paese nel caos più profondo, tanto da richiedere un intervento militare a livello internazionale che potesse ristabilire l’ordine ed aiutare il normale svolgimento di nuove elezioni democratiche. Fortunatamente la reazione del governo e gli aiuti internazionali sono stati pressoché immediati e ben pianificati a tutela della popolazione civile, pertanto il pericolo che il Mali facesse una fine simile alla Siria, o alla Libia, è stato scongiurato. Ormai sono passati diversi anni dall’intervento militare a nord, il colpo di stato è un brutto ricordo e per quanto non ci sia un grande entusiasmo verso il nuovo presidente IBK (Ibrahim Boubacar Keita), la democrazia è stata ristabilita con successo. A Bamako e nel resto del sud del paese, a dire il vero, non abbiamo mai avuto grossi problemi di sicurezza, ma piuttosto problemi di riflesso legati alla situazione, che hanno negativamente influito sull’economia e sull’immagine del paese. Il turismo per esempio ha subito un gravissimo colpo, se si pensa che era una delle industrie fortemente in crescita e con un’ottima prospettiva futura. Da novembre 2013, la destinazione è stata finalmente riaperta, dopo una pausa durata quasi due anni,  e

Villaggio Bambara

Villaggio Bambara

abbiamo potuto condurre numerose missioni senza nessuna difficoltà, ritrovando la solita accoglienza e atmosfera spensierata di sempre, da Segou a Djenné, da Mopti al Pays Dogon, dove attualmente l’unico pericolo è dato dall’assalto gioioso dei bambini al ritorno dei « toubabs » (uomini bianchi) ! Per prudenza abbiamo deciso di temporeggiare ancora nell’insersione della destinazione Timbuktu, l’unica rimasta fuori dai nostri soliti circuiti di viaggio, dal momento che i dialoghi tra governo e partito touareg dell’MNLA erano ancora in piena trattativa politica per accordi di pace. I tempi sembrano essere ormai maturi anche per raggiungere nuovamente questa mitica città carovaniera, ricca di storia e glorie passate, pertanto sarà la novità della stagione 2015/2016. Finalmente si tornerà anche a Timbuktu !

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